La musica Gospel nella cerimonia di nozze


Il Gospel è una forma musicale sempre più spesso utilizzata durante le cerimonie nuziali in chiesa. Cerchiamo brevemente di capire le origini di questa importante espressione di canto religioso.

Gospel significa "Vangelo" e da qui è derivata l’accezione classica di "Canti del Vangelo". Il genere affonda le sue radici nelle forme più spontanee di devozione religiosa delle Chiese dei Santi, che incoraggiavano i singoli fedeli a "dare testimonianza" parlando e suonando (e talvolta danzando) spontaneamente della loro fede, durante la celebrazione. Negli anni Venti gli artisti di questo tipo di chiese erano spesso predicatori che si spostavano di parrocchia in parrocchia, e tra una predica e l'altra cominciarono a incidere in uno stile che fondeva temi religiosi tradizionali con le tecniche del blues e del boogie woogie. Inoltre cominciarono a portare strumenti di derivazione jazz, come percussioni e fiati, in chiesa.

Durante i secoli XVII e XVIII, quando i Neri dal continente africano furono portati in schiavitù al di là dell’Atlantico, a lavorare nelle piantagioni di cotone degli Stati Uniti meridionali, la loro musica li accompagnava spesso durante il giorno e, per alleviare la fatica, nacquero i “plantation songs“ (canti della piantagione) da cui derivarono i “work songs” (canti di lavoro) e i “calls” (richiami) canti che servivano anche a comunicare tra loro. Quando — in seguito — predicatori battisti e metodisti venuti dall'Europa li convertirono al Cristianesimo, essi cominciarono a cantare canti religiosi, chiamati Spirituals, derivati, appunto, dagli inni inglesi ai quali essi aggiunsero i ritmi e i colori africani.

Nelle chiese battiste, durante la depressione, lo spiritual arcaico si trasformò in un più moderno gospel song. Le usanze erano ancora quelle delle piantagioni (pregare insieme cantando), ma l'accompagnamento di pianoforte e il fatto che il leader fosse il predicatore (e che la canzone fosse il suo sermone) ridusse il margine di libertà degli esecutori. Il canto religioso adottò frasi ritmiche più brevi ed esaltò maggiormente il solista. Un leader pronunciava ad alta voce una frase, generalmente tratta dalle Sacre Scritture, mentre il coro la ripeteva subito dopo, riproducendo la stessa intonazione e le medesime inflessioni della voce guida. “Ring shouts”, “shuffle rings”, “shuffle shouts” erano, infatti, balli religiosi che i fedeli delle chiese nere danzavano tutti in circolo, tenendosi per mano, ascoltando le melodie ritmate del coro. Il battito delle mani, dei piedi, l’uso di tamburelli e percussioni forniva all’insieme musicale una pulsazione variegata e intensissima, tipica della poliritmia africana.

A popolarizzare il gospel fu Tom Dorsej, il pianista blues di Chicago che scrisse Precious Lord nel 1932. Dopo il successo di quel brano, Dorsej passò la vita a portare le sue composizioni di chiesa in chiesa. Dopo di lui le grandi interpreti di Spiritual e Gospel trovano un pubblico bianco altrettanto ben disposto verso di loro e verso il classic blues. E i loro inni sacri (Amazing Grace su tutti) divennero dei successi mondiali.

Martha J, cantante gospel per matrimonio
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Musica gospel in chiesa: i video di YouTube

His eye is on the sparrow (Public Domain) è un classico brano gospel adatto per cerimonie di matrimonio: Martha J. ne offre una splendida versione, carica di passione e sentimento.


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