L'isola di San Giulio

L'isola di San Giulio

Verso la fine del IV secolo, quando San Giulio vi approdò navigando sul suo mantello, l’isola era un nido di serpi e di draghi.
Il Santo, cacciati gli esseri immondi, vi eresse una chiesetta destinata a diventare, dopo una lunga serie di trasformazioni, la basilica d’oggi. Fortezza inespugnabile durante il medioevo, l’isola fu poi occupata dal palazzo del Conte-Vescovo della Riviera e dalle case dei canonici e dei borghesi.
A metà dell’Ottocento, la costruzione del seminario sul luogo dove sorgeva il castello cancellò l’ultimo vestigio di un passato di potenza e di dominio. Ma l’isola di San Giulio rimane tutt’oggi il cuore religioso della regione cusiana, per la presenza della Basilica di San Giulio che – artisticamente parlando – è anche il più significativo monumento di tutto il Novarese.
La Basilica, così come appare oggi, fu ultimata nel XII secolo: è a quell’epoca che scolpito il famoso ambone nella pietra grigio-verdastra di Oira, il gioiello artistico del lago, con la figura di Guglielmo da Volpiano, che nacque sull’isola durante l’assedio dell’imperatore tedesco Ottone I.

L’isola, relativamente piccola, è posta in mezzo al lago, tra Orta e Pella, ed è facilmente raggiungibile in battello o in motoscafo, ed in ogni caso il tragitto non dura più di dieci minuti.
Il portale del palazzo del Vescovo, immerso in una quieta solenne, è il vero ingresso dell’isola: contornato l’abside della chiesa all’ombra del campanile romanico quasi millenario, una vialetto selciato si insinua fra le ville verso il lago, compiendo un anello circolare: è “la via del silenzio e della meditazione”, suggestivo connubio tra spiritualità e architettura.
Strada facendo si raggiungono l’ottocentesco Palazzo dei Vescovi e l’abbazia benedettina Mater Ecclesiae: in questo affascinante convento di clausura femminile le monache, uniche persone a risiedere stabilmente sull’isola, trascorrono le loro giornate dedicandosi alla preghiera, allo studio, al restauro di antichi e preziosi paramenti sacri, alla confezione delle ostie e alla preparazione del celebre “pane di San Giulio”.
Gli altri edifici dell’isola, ora residenze private che in alcuni casi conservano ancora il nome di qualche santo, costituivano un tempo le abitazioni dei canonici: tra le più antiche si segnala la Villa Tallone, dove ogni anno si svolgono prestigiosi concerti di musica classica.
Un grazioso ristorante con terrazza sul lago e un negozietto di souvenir completano il quadro delle poche strutture a disposizione dei turisti, ma è d’altro canto proprio questa discrezione a garantire all’isola un’esistenza tranquilla, tale da conservare quell’aura da mistico rifugio dagli assilli della vita quotidiana.


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